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Il sistema Economico attuale

IL SISTEMA ECONOMICO ATTUALE


CARATTERISTICHE COSTITUTIVE


IL CONCETTO DI SISTEMA


Il nostro sito riporta in sottotitolo l'espressione “per un'alternativa di sistema”, Per questo motivo vogliamo chiarire per primo che cosa si intende per “sistema”, quali sono le caratteristiche del sistema in cui viviamo, In un altro articolo metteremo meglio in evidenza quali vorremmo che fossero le caratteristiche del sistema del benvivere per tutti a cui aspiriamo.


Quando si usa la parola e il concetto “sistema” si ha in mente qualcosa fatto di parti o elementi fra di loro interconnessi in modo da costituire un insieme di livello superiore, con un suo valore autonomo. Le parti del sistema non sono quindi slegate fra di loro, ma così interconnesse da formare una unità di livello superiore, con un suo significato autonomo da quello delle parti. Così il “sistema solare” è un insieme di corpi celesti con un suo significato autonomo, il “sistema decimale” è un insieme di regole finalizzato a facilitare i conteggi matematici, il “sistema circolatorio” è un insieme di organi e parti corporee che adempie ad una certa funzionalità all'interno del corpo umano e animale, un “sistema operativo”, nell'informatica dei computer, è un insieme concatenato di programmi software di base, volti a realizzare il buon funzionamento del computer e degli altri programmi in esso caricati, un “sistema di equazioni” è un complesso di formule matematiche che prese insieme danno un risultato significativo. Un sistema è quindi un insieme organizzato di parti che costituisce un complesso, una unità piena di significato. Gli elementi di un sistema sono interdipendenti o dipendenti l'uno dall'altro, per poter formare l'unità del sistema. Il nostro sistema sociale è quindi un insieme interconnesso di parti interdipendenti. Un sistema sociale è un insieme complesso, formato da sottoinsiemi. Così nel nostro sistema sociale possiamo trovare il sistema economico, il sistema giuridico, il sistema scolastico, il sistema sanitario, il sistema tributario, il sistema dell'amministrazione pubblica, il sistema politico, il sistema della sicurezza interna, il sistema delle forze armate, il sistema bancario, il sistema finanziario, il sistema informativo e tanti altri. Quanto più saranno ben funzionali i sottoinsiemi e ben interconnessi globalmente fra di loro, nella architettura di base, tanto più sarà ben funzionante il sistema sociale e comunitario complessivo. Se invece il sistema complessivo è in forte crisi, come lo è ora, significa che sia i singoli sottoinsiemi che soprattutto la loro interconnessione complessiva sono sbagliati e mal funzionanti.


Noi parliamo di “alternativa di sistema” perché i guai del nostro mondo non derivano soltanto dal difetto degli elementi del sistema, ma anche dal
sistema nella sua globalità e perché siamo consapevoli che cercando di cambiare un singolo elemento del sistema non si otterranno risultati efficaci
di lungo periodo, perché il sistema tende sempre a subordinare e fagocitare il singolo elemento innovativo alla sua logica complessiva, per cui la via più efficace di cambiamento è quella che punta a cambiare il sistema.


L'attuale sistema è basato sull'interesse personale contrapposto all'interesse altrui. Il sistema del bene di tutti, che vogliamo costruire, ha bisogno di essere animato da uno spirito diverso, ma ha anche bisogno di una diversa architettura complessiva. Per passare da un sistema intrinsecamente conflittuale ad un sistema intrinsecamente collaborativo occorre costruire coscientemente meccanismi nuovi, di funzionamento delle dinamiche produttive e sociali, animati da un nuovo spirito. Per questo il programma da noi proposto è una unità sistemica, che costituisce un nuovo insieme.
Con questo non stimoliamo affatto a rinunciare all'impegno di trasformazione e di rinnovamento nei singoli settori del nostro sistema, ma a farlo con l'orizzonte della trasformazione del sistema complessivo.


Introduciamo ora la terminologia. Il sistema economico vigente lo chiamiamo “capitalismo finanziario neoliberista globalizzato”. Il sistema futuro, al quale
aspiriamo, lo chiamiamo “sistema ad economia solidale”. In realtà un sistema non è caratterizzato soltanto dalla parte economica, ma anche dalla parte delle Istituzioni politiche ed amministrative della comunità statale, con le sue sotto-comunità territoriali (regioni, comuni, ecc) e dalla parte dell'aspetto culturale, con tutte le sue manifestazioni (sistema scolastico e universitario, sistema dei mezzi di comunicazione, sistema associativo, patrimonio artistico e culturale, sistema dei beni archeologici, ecc). Quindi, per entrambi i sistemi, l'attuale e il futuro, ci riferiamo a tutti i tre gli aspetti di base che caratterizzano un sistema (l'economia, le istituzioni politiche e la cultura), pur utilizzando una terminologia che sembra limitare l'interesse al solo aspetto economico.


IL SISTEMA ATTUALE - INTRODUZIONE


Dicevamo che il sistema economico vigente può essere chiamato “capitalismo finanziario neoliberista globalizzato”.


La parola “capitalismo” sta ad indicare che il potere economico è nelle mani di chi ha grandi capitali da gestire. Capitalismo significa anche che le aziende vengono create con l’apporto di capitale privato il quale, oltre a produrre beni e servizi, ha lo scopo della propria riproduzione e ampliamento attraverso i profitti e utili d’impresa.


L’aggettivo “finanziario”, in collegamento con il sistema bancario, sta ad indicare che il potere sta più nell’aspetto finanziario dell’economia che non in quello produttivo e che il settore produttivo è ormai assoggettato al controllo del capitale finanziario.
L’aggettivo finanziario sta anche ad indicare che sono possibili ingenti utili senza far niente altro che fare alcune “operazioni” sul computer o scrivere cifre sul computer e sta ad indicare che sono facilmente possibili ingenti imbrogli, da parte di chi opera nei meccanismi più delicati e segreti del sistema bancario internazionale.
L’aggettivo “neoliberista” sta ad indicare che viene data sempre più importanza all’aspetto della concorrenza e della liberalizzazione dei mercati, a tutti i livelli, tendendo ad eliminare ogni protezionismo locale, ogni regolamentazione e ogni pianificazione e, con ciò, ogni possibilità di manovra da parte delle autorità locali.
Significa anche che si vuol accentuare la componente dell’economia concorrenziale d’impresa, a scapito della cosiddetta economia sociale e dell’economia pubblica (educazione, sanità, beni e servizi primari), che nel passato recente avevano un maggiore peso e importanza. Significa che tutti i beni e servizi, senza alcuna esclusione, si vogliono dare in mano al capitale finanziario privato.
L’aggettivo “globalizzato” sta a significare che l’alta finanza speculativa vuol cercare di portare il proprio dominio in tutto il mondo, avendo le mani libere di poter fare ciò che vuole. Significa che vengono create grandi imprese transnazionali che attuano una rete internazionale di scambi sia dal lato degli acquisti che delle vendite, al fine di aumentare il dominio del capitale finanziario internazionale. Significa che le grandi società bancarie-finanziarie si muovono liberamente in tutto il mondo, istallandosi ovunque, per cercare di portare ovunque il dominio dei propri azionisti e proprietari.


IL SISTEMA ATTUALE - ASPETTI NEGATIVI


Vediamo alcune caratteristiche negative, intrinseche al sistema


GUERRA DI TUTTI CONTRO TUTTI.


L’attuale sistema economico è intrinsecamente basato sulla “guerra di tutti contro tutti”, sulla necessità di sopraffare gli altri. Il suo principio operativo è: “mors tua vita mea” (la tua morte è la mia vita e il mio successo). E' fondato sull'egoismo e sprona all'egoismo. Esso costringe gli individui a lottare gli uni contro gli altri, all’interno della lotta delle imprese e degli stati per conquistare il mercato. Si alimenta così nell’animo umano lo spirito di lotta e di guerra, e ne consegue una società pervasa di aggressività e violenza sia nei paesi ad economia industriale avanzata che nei paesi sottosviluppati. Certamente non è l’unico fattore scatenante le guerre e i conflitti, ma altrettanto certamente è uno dei principali. La concorrenza, ispirata dal mettere in
primo piano il tornaconto personale contro quello degli altri, produce un conflitto perenne all'interno delle menti umane e del tessuto sociale. Conflitto fra chi produce e chi consuma, conflitto sui luoghi di lavoro, fra imprese dello stesso settore, fra popoli. La lotta verso le imprese dello stesso settore è aspra, non fa sconti: i nemiciconcorrenti vanno distrutti o assorbiti, integrati. Ogni impresa è soggetta ad una continua tensione: deve abbassare il prezzo, alzare le prestazioni, sconfiggere la concorrenza o trovare comunque una nicchia di mercato. L'abbassamento del prezzo e l'innalzamento della qualità sarebbero obiettivi di per sé giusti, ma essi avvengono all'interno di un sistema malato e così il risultato reale tende ad essere il contrario: i prezzi reali si alzano e la qualità si abbassa. Se la capacità creativa, innovativa dell'umanità, fosse stata collocata in un contesto collaborativo, emulativo, valorizzativo delle capacità e talenti, avremo ora un grande benessere per tutti, un benvivere straordinario in tutto il pianeta. Ma l'ampliamento delle conoscenze e delle scoperte tecniche e scientifiche è avvenuto all'interno di un contesto in cui ogni scoperta viene usata per l'arricchimento personale e per il potere, invece che per il benessere e benvivere collettivo. L'atmosfera produttiva, per il contesto in cui è allocata, tende ad essere infestata di egoismo, invece che di altruismo, di sospetto verso l'altro invece che di apertura, di conflittualità invece che di collaborazione, di occultamento delle conoscenze invece che di trasmissione. Questo sistema è distruttivo: distrugge le merci, distrugge la pace interna degli individui, distrugge la qualità generale della vita. Vorrebbe riservare la qualità per pochi eletti privilegiati (auto di lusso, panfili, ville, aerei personali, ecc), ma finisce per distruggere la qualità per tutti, perché sta distruggendo inesorabilmente l'ambiente e le basi della vita, inquina la terra e il cibo, l'acqua e l'aria, stravolge il clima e l'organismo di calore della terra e distrugge anche le basi dei rapporti umani interpersonali positivi e di una vita comunitaria armoniosa. La vera fonte  otenziale di gioia dell'umanità, che dovrebbe trovarsi nella relazione con gli altri, viene distrutta.
La concorrenza tende a restringere i margini su cui lavora l'impresa e quindi a tenere compressi i costi, i salari e la qualità del lavoro. In special modo, il confronto con i paesi dove la manodopera costa poco, e soprattutto dove la moneta vale poco, fa abbassare la valutazione del lavoro e dei prodotti nel  nostro paese. Guadagna solo chi si avvale del lavoro estero e importa manufatti da assemblare o chi delocalizza la produzione, per sfruttare il lavoro  sottotutelato, a basso prezzo, delle popolazioni più suscettibili ad essere dominate.
Mentre dal punto di vista dello sviluppo tecnico, la nostra economia è molto avanzata e continua a progredire (su questo punto c’è solo da chiedersi se  tutto ciò che è possibile sia anche buono, e la risposta è certamente “no”), dal punto di vista dei rapporti sociali di produzione essa si trova a prima  ell’età della pietra: tutti sono in lotta contro tutti nel cercare il vantaggio personale e la via per emergere. E in questo modo tutti finiscono per essere perdenti, soprattutto dal punto di vista dello sviluppo e perfezionamento dell’anima e dell’interiorità dell’uomo che riguarda il mondo del pensiero, del sentimento, delle emozioni, intenzioni e immaginazioni, come pure la sensibilità artistica, lo sviluppo di nuove capacità, sviluppo di nuovi sensi, ecc. Questo ricco mondo interiore, per la maggior parte delle persone, rimane ad un livello primitivo. Si può dire che il nostro sistema favorisce l’attivazione di una psiche umana di basso livello, costretta ad occuparsi sempre del proprio interesse immediato e di come battere gli altri individui. Naturalmente vale anche il viceversa: una bassa psiche produce il corrispondente sistema e i due processi si alimentano a vicenda.


IL GIGANTISMO.


La nostra economia è malata di gigantismo. Il cercare di abbassare i costi porta alle cosiddette “economie di scala”. E' logico che più pezzi si producono in un ciclo produttivo e minore è il costo diretto per unità di prodotto. Ma a chi vendere poi una massa spropositata di prodotti? La lotta per il mercato deve necessariamente diventare più intensa ed estendersi dal locale al globale, fino a tendere a portare ad un solo dominatore mondiale? Una produzione ampiamente ripartita sarebbe invece molto più ecologica, equa e razionale, dal punto di vista del bene collettivo e alla fine avrebbe costi inferiori, anche perché le grandi economie di scala sono rigide e fanno fatica a realizzare cambiamenti; sono interessanti solo per il grande capitale, perché tramite esse può agire meglio per il proprio tornaconto, ma non rappresentano la vera razionalità economica. Le piccole produzioni localizzate non sono facilmente controllabili dal grande capitale finanziario, per questo esso cerca di imporre gli impianti giganteschi di produzione.


ABBASSAMENTO DELLA QUALITA' DEI PRODOTTI E SERVIZI.


L'attenzione alla qualità dei prodotti e servizi implica maggior tempo di lavoro e poiché questo significa un maggior costo e la possibilità di essere battuti dalla concorrenza, si finisce spesso per lavorare al ribasso nella qualità dei prodotti e servizi, mentre essa sarebbe un grande vantaggio per la società nel suo insieme. Oltre tutto, per poter mantenere il ritmo di produzione, si programma l'obsolescenza dei prodotti, abbassandone ulteriormente la qualità nel tempo, e anche questo lo si fa del tutto in opposizione all'interesse generale e all'ecologia dei processi. Una società sana, al contrario, tenderebbe a realizzare prodotti duraturi per non doverli produrre di nuovo a tempi stretti.


OBSOLESCENZA GENERALIZZATA.


Oltretutto l'obsolescenza, anche se non programmata, è del tutto intrinseca alla logica concorrenziale del sistema. Di continuo c'è la ricerca di nuovi modelli e c'è una corsa sfrenata all'innovazione continua, non tanto per amore del miglioramento, ma solo per battere la concorrenza e realizzare utili maggiori. Questo porta alla continua distruzione di modelli obsoleti, un continuo dover stare dietro agli aggiornamenti, dover produrre nuovi modelli, fare nuovi investimenti per stare dietro alle novità imposte dalla concorrenza. Un modello è già obsoleto, prima ancora di essere prodotto. Non c'è “pace” nel sistema e si è costretti alla corsa continua, per non
rimanere indietro, per mantenere il mercato, per battere gli avversari, una folle corsa a produrre e distruggere, che alimenta sempre più stress e malattie nelle persone coinvolte.


CONCENTRAZIONE DELLA RICCHEZZA IN POCHE MANI.


I meccanismi economici e di potere che sono stati creati fanno sì che si realizzi il principio: “i ricchi e potenti siano sempre più ricchi e potenti e i poveri sempre più poveri e senza potere”. Nonostante l’enorme progresso scientifico e tecnico, nonostante le enormi eredità di beni e conoscenze, che ogni generazione lascia alle successive, una grossa fetta della popolazione mondiale vive ancora nell’indigenza e nella sofferenza. Anche molti di coloro che vivono in un apparente benessere sono insicuri e infelici. C’è una grande concentrazione di ricchezza e potere in poche mani, invece che benessere per tutti.


OBBIETTIVI FUORVIANTI PER LA PRODUZIONE.


La produzione di grandi accumuli individuali di risorse finanziarie orienta il sistema anche verso grandi produzioni di lusso, che rappresentano un furto verso coloro che vivono nella più assoluta indigenza. Le energie produttive vengono dirottate verso produzioni non prioritarie, dai meccanismi di un mercato ingiusto. Grandi energie devono anche essere impiegate per il settore della pubblicità che è spesso ingannevole e fuorviante. Ingenti energie mentali, spirituali e fisiche degli individui sono dirottate verso le produzioni a fini distruttivi (la ricerca militare, la produzioni di armi di distruzione di massa).


DISOCCUPAZIONE.


La presenza di un certo tasso di disoccupazione al posto dell’uso di tutte le risorse umane disponibili, è nettamente dentro la logica intrinseca del sistema, e da esso prevista, non importa se si tratta di persone che ne soffrono le conseguenze. Quando poi ci si trova in periodi di recessione e crisi, come l'attuale, la disoccupazione aumenta a dismisura, perché il sistema non ha correttivi validi.


EMARGINAZIONE DEI PIU' DEBOLI.


L’emarginazione dei più deboli dal processo produttivo, è la conseguenza inevitabile della pura logica concorrenziale, in quanto per battere la concorrenza i più deboli sono di intralcio e bisogna sbarazzarsene. Chi ricorda la storia studiata sui banchi di scuola sa di Atene che valorizzava tutte le persone e di Sparta che tendeva a eliminare i più deboli; la civiltà ateniese risultò la vincitrice nella lotta fra le due città e mentalità. Anche la nostra precedente civiltà contadina valorizzava e rispettava tutte le risorse umane presenti nelle famiglie contadine.


CRISI DI SOVRAPPRODUZIONE.


Nei paesi a tecnologie avanzate, il costante progresso tecnologico e l'immettersi continuo di imprese nei vari settori e l'immettersi di nuove imprese mastodontiche legate al grande capitale finanziario, da una parte contribuisce a creare sovrapproduzione, dall'altra a distruggere le piccole imprese. Tutte le economie nazionali avrebbero le potenzialità di produrre oltre le proprie esigenze di consumo. Questo sarebbe un elemento di grande ricchezza, ma la concentrazione del grande capitale in poche mani fa in modo che anche le potenzialità positive si traducano in danno (disoccupazione, crisi, distruzione di beni e imprese, fallimenti, ecc.). In un
sistema economico sano la sovrapproduzione non ci sarebbe mai, perché le risorse umane sovrabbondanti in un settore sarebbero orientate verso altri settori carenti o verso un miglioramento di base degli stili di vita (maggiore qualità di beni e dei servizi, maggiore qualità del lavoro, maggiore tempo libero, ecc).

Oggi la sovrapproduzione è dovuta soprattutto ala mancanza di risorse finanziarie sufficienti per acquisire la produzione realizzata e all'incapacità di questo tipo di sistema di pianificar dal basso le produzioni secondo le esigenze dei consumatori. A sua volta la mancanza di risorse finanziarie è dovuta alla concentrazione di denaro e potere in poche mani.


FALLIMENTI DI IMPRESE.


La presenza di un certo tasso di aziende che falliscono e chiudono e di debitori che non pagano i loro creditori è perfettamente e inevitabilmente nella logica del sistema della guerra di tutti contro tutti.


NON TRASPARENZA.


La più ingente non trasparenza è quella del sistema bancario internazionale, attraverso il quale passa il riciclo degli utili delle attività criminali, il passaggio di risorse ingenti verso e dai paradisi fiscali, la creazione del denaro dal nulla, il finanziamento di guerre e attività criminose e speculative. Un altro notevole settore di non trasparenza è quello delle conoscenze tecniche, le quali, invece di essere trasmesse e generalizzate per il bene di tutti, sono occultate il più a lungo possibile per mantenere il vantaggio sulla concorrenza. Quando, attraverso la produzione, le scoperte diventano palesi e possono essere replicabili, se ne impedisce la diffusione attraverso il sistema dei brevetti. Anche questo sistema stimola verso il gigantismo delle strutture. Invece di tante strutture produttive replicabili in più territori si costruiscono mastodontiche imprese multinazionali, che vendono le stesse cose in tutto il mondo.


DISPREZZO DEL LAVORO UMANO E RINCORSA VERSO IL PEGGIO.


Con la globalizzazione si globalizza lo sfruttamento dell’uomo sull'uomo. Si cerca la manodopera a prezzo stracciato e a tutela zero per tutto il globo, facendo girare le produzioni e le merci da e per tutto il mondo, con un aumento massiccio dei trasporti e dell’inquinamento. Se un'impresa trasferisce i propri impianti all'estero, per sfruttare altri popoli, tutte le altre imprese sarebbero costrette a farlo per non perdere
competitività nella giungla del mercato concorrenziale globalizzato. Se una impresa fa azione di lobbing presso le istituzioni anche le altre sarebbero costrette a farlo. Ogni pratica al ribasso tende ad essere emulata, deve essere emulata per sopravvivere!


LA DISTRUZIONE DELLE ECONOMIE LOCALI.


Un altro ingente danno della globalizzazione e del trasferimento e concentrazione delle produzioni là dove è più conveniente, è la distruzione in poco tempo di interi apparati produttivi con la conseguente perdita della sovranità economica da parte degli stati. E' il trionfo della pura irrazionalità, che è sotto gli occhi di tutti. Eppure si va avanti in questa corsa folle verso la distruzione. In un primo momento, soprattutto chi ha
entrate fisse, come i dipendenti statali, trova conveniente avere merci provenienti dall'estero a prezzi più bassi, ma in un secondo tempo, quando le produzioni interne saranno state distrutte, la società tutta ne uscirà impoverita. Per di più quei prezzi bassi saranno stati ottenuti a prezzo dello sfruttamento ingiusto di altri popoli più deboli.


DISTRUZIONE DELL'AMBIENTE.


Dal punto di vista ecologico, la spinta all'interesse personale, ha prodotto una guerra d’annientamento verso l’ambiente e la natura, quando, al contrario, sarebbe più che ragionevole e bello di poter dedicare energie al miglioramento ambientale. Fra l'altro tutto il mondo diventa una discarica per i paesi sviluppati. Per fortuna la nostra madre terra si ribella e non sarà l’uomo ad averla vinta, a suo danno, ma anche a suo beneficio.


DANNI ALLA SALUTE.


Questo sistema ha poco interesse verso la salute della gente, se non a fini di profitto. Sui luoghi di lavoro c'è scarsa attenzione all'aspetto della salute, se non nei paesi più avanzati e sindacalizzati. Se delle conquiste erano state fatte dai lavoratori, ora i processi della globalizzazione mettono la salute di tutti in secondo piano. Nella società non c'è attenzione alla prevenzione, cioè alla individuazione e all'eliminazione delle
cause di malattia, perché non produce utili, ma solo alla cura, che è molto redditiva per l'industria del farmaco. Quando si parla di prevenzione si distorce il concetto, non riferendolo alla eliminazione delle cause, ma alla individuazione precoce delle tendenze alle varie malattie, in modo da poterle trattare con farmaci per un periodo più lungo. Inoltre, in questo sistema che mira al potere e al predominio, alcune
multinazionali cercano di produrre sementi e colture geneticamente modificate che possano distruggere tutte le altre, anche se quelle naturali sono sane e quelle manipolate si prospettano come un terribile ed enorme pericolo per la salute fisica, mentale e spirituale delle persone e delle generazioni future.


LA MERCIFICAZIONE GLOBALE.


L'avidità di possesso e potere delle persone che stanno dietro al capitale finanziario internazionale è senza limiti è spinge verso la mercificazione di tutti gli aspetti della vita in tutti i continenti e gli stati. I beni pubblici vengono privatizzati, cioè messi a disposizione del capitale finanziario e le terre sono portate vie ai popoli nativi; con il luccichio dei dollari e delle altre monete forti e del loro potere d'acquisto le multinazionali penetrano ovunque, acquistano il meglio e mercificano la vita.


PROSTITUZIONE DELL'INTELLIGENZA.


Altro fenomeno di degrado morale è che siamo di fronte ad una massiccia prostituzione dell’intelligenza umana e dell'anima umana verso il capitale finanziario dominante, nei settori dell’informazione, della politica, della cultura, della ricerca e in quasi tutti i settori. Questa sistema schiavizza le menti che gli si assoggettano e oscura le anime.


PREVALERE DEI PEGGIORI E SPINTA ALLA ILLEGALITA'


Nel sistema del tornaconto personale è avvantaggiato il più sleale, colui che trova i mezzi per evadere il fisco, per corrompere i politici, per truccare gli appalti, per far lavorare alle condizioni peggiori. Le persone, gli impresari, i manager eticamente e spiritualmente migliori non si buttano in questa lotta per ammassare ricchezze e potere e così nel campo delle grandi produzioni i più egoisti e senza scrupoli si creano un notevole spazio e la spinta alla illegalità tende ad essere favorita. Una società fondata su questo tipo di economia non può che favorire l'ampliarsi delle attività della criminalità organizzata e far fiorire i paradisi fiscali, dove si concentra la ricchezza illegale da tutte le più efferate provenienze. Questa economia cerca sempre la rapina delle risorse altrui, è intrinsecamente neocoloniale, con i mezzi più raffinati. Questa economia crea ricchezza e povertà al di fuori della realtà produttiva, a partire da azioni speculative realizzate con pochi clik di mouse.


LA DISTRUZIONE DELLE RELAZIONI.


Questo sistema porta a combattere l'altro e a temerlo, ad averne paura. Porta a desiderare di frenare, reprimere, distruggere le capacità altrui, piuttosto che di valorizzarle e farle accrescere, perché l'altro è un potenziale concorrente e nemico. Nelle imprese il conflitto è generalizzato, fra dipendenti, fra dirigenti, fra dipendenti e dirigenti, sui ruoli, le responsabilità, le carriere, l'inquadramento salariale, verso un arrivismo sfrenato, pilotato dalle differenze salariali. Chi si insedia in un posto tende a difenderlo e a reprimere l'avanzare delle altrui capacità e competenze.


FINANZIARIZZAZIONE DELL'ECONOMIA


La finanza si è staccato al di sopra della produzione. Si è creato una tale concentrazione arbitraria di masse ingenti di potere finanziario, in parte cospicua anche occulta, che essa domina ogni aspetto produttivo e condiziona pesantemente cosa può e deve essere prodotto a a vantaggio di chi. La grande finanza internazionale è un vero vampiro sanguisuga, che succhia ovunque il sangue e la linfa vitale dei popoli, che scorrazza per tutto il mondo, costruendo e distruggendo, che si butta su ogni attività in cui possa riprodurre e potenziare se stessa, fregandosene della gente e dell'ambiente.


ASSENZA DI DEMOCRAZIA.


Uno degli aspetti più inquietanti dell’attuale sistema finanziario di potere è che esso è retto da istituzioni internazionali che non hanno nessuna base democratica e che dettano legge in tutto il mondo, provocando grandi danni a molte popolazioni: G8, G20, Organizzazione Mondiale per il Commercio (OMC), Fondo monetario internazionale, Banca mondiale, Banche centrali private, logge massoniche deviate, gruppi privati di pressione dotati di grandi mezzi finanziari (Bilderberg, Trilaterale e tanti altri), che decidono in sedi private le politiche di tutto il mondo e le impongono con la forza del capitale finanziario superconcentrato a fronte dell'indigenza in cui vengono tenute le masse; e se lo strumento finanziario non risulta sufficiente fanno intervenire gli eserciti.


SINTESI.


Il cuore del nostro sistema è la concorrenza conflittale, il desiderio di prevalere, di avere privilegi, di dominare i processi per il vantaggio personale. Il cuore del sistema  è la concentrazione della ricchezza e del potere in poche mani. Il cuore del sistema è il segreto bancario in molte transazioni finanziarie, là dove vengono creati la moneta e il credito, là dove dominano i paradisi fiscali, dove scorrazza l'economia della criminalità, dove con un clik si creano imperi. In sintesi, il nostro attuale sistema economico e sociale è fortemente ammalato di un insieme di malattie e processi mortiferi: la concorrenza distruttiva, il sovraccumulo individuale, il sovrasistema finanziario globalizzato vampirico, il segreto bancario dei paradisi fiscali, l'occultamento delle conoscenze, l'inquinamento generalizzato e la distruzione della natura, la distruzione della qualità delle relazioni, la non attenzione alla persona umana, l'emarginazione dei più deboli, la prostituzione del lavoro e dell'intelligenza umani fino all'abbassamento della qualità della stessa coscienza umana! Cos'altro si vuole ancora subire, prima di
desiderare il cambiamento con tutte le forze e di operare per realizzarlo?
All'interno di questo sistema non c'è salvezza. Esso e come un Titanic che va verso l'inabissamento mentre tutti stanno danzando e divertendosi inconsapevoli oppure come un treno lanciato a tutta velocità verso il burrone. Le soluzioni vanno pensate in termini sistemici, con una visione alternativa globale e sistemica. Questo sistema è prodotto da uno spirito che è permeato di conflittualità e di materialismo, in cui lo spirito individuale non coglie se stesso come essenza divina, all'interno di una vita divina complessiva, che ha un profondo significato e valore. Uno spirito che non coglie i valori e i principi universali che sono alla base della vita e li infrange senza pensare che la vita gli presenterà il conto, per essere andato contro le sue leggi di armonia e di unità nella diversità. Un nuovo sistema nasce da un nuovo spirito, che sappia cogliere l'essenza delle leggi profonde della vita e vi si sappia adeguare, operando all'interno di esse, per il bene profondo di tutta la vita e di tutti gli esseri.


IL SISTEMA ATTUALE - ASPETTI POSITIVI


Oltre a questi numerosi aspetti negativi evidenziati, il sistema capitalista (ma non l’attuale sistema, che è la sua degenerazione a base finanziaria occulta) ha anche degli aspetti positivi, che occorre realizzare anche attraverso il sistema dell’economia solidale, ampliandoli e perfezionandoli. Ne elenchiamo alcuni.


CREATIVITA'


La concorrenza stimola l’innovazione tecnologica e dei processi produttivi, stimola ricerca e creatività e tende a far incrementare la produttività. In un sistema sano dovrebbe portare ad una diminuzione continua dei costi e ad un aumento del benessere e benvivere sociale. Nell'economia solidale occorre attivare altri stimoli, più di tipo interiore, etico e comunitario, che portino ad un livello ancora più alto la naturale tendenza dell'uomo alla ricerca, alla creatività, alla innovazione e all'evoluzione positiva continua. Nell'economia solidale la concorrenza conflittuale viene intesa e realizzata come con-correnza, correre insieme verso un traguardo di bene comune e di evoluzione positiva per tutti.


LIBERTA' D'IMPRESA E IMPRESE AFFIDATE A CHI HA TALENTO.


Il sistema capitalista dà spazio alla libertà d’impresa. In teoria ogni individuo che ha un’idea, un talento, un interesse, una conoscenza, una passione, una competenza e capacità, un impulso, potrebbe cercare di fondare un’impresa per realizzare la sua idea produttiva. In realtà è sempre più difficile fondare nuove imprese senza disponibilità di grandi capitali e senza poter essere stati all’interno dei settori chiave di aziende corrispondenti già esistenti. Perciò sarà proprio attraverso l'economia solidale che sarà possibile facilitare l'incontro fra il talento creativo e la possibilità di esprimerlo nella pratica, favorendo la collocazione delle persone più adatte, più motivate, più attive e creative nei posti di responsabilità delle imprese. Va anche notato che le degenerazioni odierne in realtà spesso non fanno cercare e prevalere ii più adatti e motivati, ma i più scaltri e i più senza scrupoli nel fare imbrogli e nel cercare profitti ad ogni costo e i più inseriti nel sistema della grande finanza dominante.


RESPONSABILITA'.


Nelle imprese, c’è una responsabilizzazione degli individui che le creano, nel senso che il loro reddito è collegato alla produttività, alla capacità d’innovazione, alla passione, all’impegno. La responsabilizzazione creativa deve essere mantenuta e potenziata nell’economia solidale, per altre vie.


OFFERTA AMPIA DI BENI.


Il sistema capitalista di mercato genera una offerta ricca e differenziata che lascia ampia libertà di scelta al consumatore. Anche questo aspetto non dovrebbe venire meno, nel senso che, pur all’interno di un principio di sobrietà ecologica, dovrà essere possibile favorire la differenziazione e ricchezza delle offerte. Anche su questo aspetto ci sono oggi delle grandi degenerazioni, nel senso che le grandi multinazionali tendono a standardizzare l’offerta in tutto il mondo degli stessi prodotti e a ridurre drasticamente la biodiversità nei beni più preziosi, quelli alimentari, anche attraverso il tentativo di dominare il mercato delle sementi. Anche su questo aspetto sarà l'economia solidale a ridare maggiore spazio alla biodiversità e alla vera differenziazione dei beni, tanto più che saranno destinati a tutti, mentre oggi per tanti popoli e persone l'offerta reale è così ristretta che non arriva neanche a coprire i beni essenziali. E soprattutto l'offerta sarà più ampia perché, oltre ai beni provenienti da un mercato più ampio, saranno valorizzate molto di più le specificità locali, la “biodiversità” appunto, relativa non solo al settore alimentare, ma anche alla mentalità e sensibilità produttiva su tutte le tipologie di beni. Non siamo contro il mercato, ma contro questo mercato selvaggio, non disciplinato al fine di favorire il bene collettivo ma espressione della guerra di tutti contro tutti.